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2017
Itaca, l’isola a cui tende Ulisse nell’Odissea, nei versi del poeta Costantino Kavafis, diventa più che un luogo fisico, un’occasione per partire e la possibilità di vivere un’esperienza, quella della vita. Grazie a Itaca, Ulisse diventa più saggio, supera prove e vive esperienze formative; così la mia famiglia, dopo essere emigrata all’estero ha acquisito competenze e affrontato sfide che l’hanno resa più avveduta e le hanno permesso di ricostruire la propria vita al ritorno in Italia. Tra le immagini si legge la voglia di andare e quella di tornare, l’operosità, le vecchie e le nuove generazioni che io ho rielaborato in una nuova visione. In questa serie, non c’è cronologia nella storia narrata, i paesi in cui hanno vissuto sono presenti più come sottofondo che come veri e propri luoghi fisici: essi rappresentano il viaggio. Nell’accostare le fotografie dei membri della famiglia e gli oggetti a loro appartenuti mi sono divertita a giocare con epoche diverse, con persone diverse, come se nel passato ci fosse già il futuro in potenza, come se i legami tra i membri della famiglia travalicassero il tempo e lo spazio.
Installazione composta da pannelli, fotografie e audio.

Kostantin Kavafis in his verses dematerialises the island of Itaca, turning it into a chance to leave and in the possibility to live and make experience. Ulysses, who is searching for Itaca, becomes wiser, he overcomes tests and experiences new situations.
My father’s family, in the same way, after emigrating abroad, obtained new skills and faced challenges becoming more astute and able to rebuilt a new life when coming back to Italy. Looking at our family pictures, one can see the will to go and to come back, the hard work, old and new generations reprocessed in a new vision. In these series, there’s no chronology in the story, the countries where they lived are only a background: they represent Travel.
Pulling near to each other the pictures of the family members and some objects belonged to them, I’ve played with different ages and people, as if past included future, as if bonds between relatives went beyond space and time.
Installation composed by panels, archive photography and audio.