2015-2016

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Four Minutes nasce da una riflessione sulla nostra percezione del tempo. Poiché spesso è da noi vissuto come sfuggente, è interessante domandarsi cosa accade in noi quando stiamo dentro al tempo in modo consapevole.

Per questo ho chiesto alle quarantotto persone che hanno partecipato al progetto di compiere un vero e proprio atto performativo che li mettesse a stretto contatto con se stessi abbandonando un’emozione disturbante non più desiderata. Durante il processo di liberazione si crea un vuoto nel soggetto. Il vuoto da un punto di vista psicologico rimanda al concetto di morte e quindi alla paura di non sentire più. Rimanere su di esso per una manciata di minuti, quattro appunto, e accettarlo è la pratica di Four Minutes.

Nella società occidentale il vuoto è percepito come mancanza mentre in quella orientale è sinonimo di ricchezza. In particolare per il Taoismo il vuoto è importante quanto il pieno. Sovente, per non sentirlo, ci riempiamo la giornata di cose più o meno “importanti”, non lasciando spazio alla dimensione delle nostre emozioni. Abbandonare un’emozione quindi per fare spazio a se stessi, al vero sé e per darsi il tempo.

Chi ha partecipato al progetto si è mostrato per com’è, nella propria nudità emozionale e ha rinunciato all’immagine che ha di sé nell’esatto momento dello scatto. Ha compiuto un vero e proprio atto di coraggio nei confronti del proprio Io.

I ritratti sono stati esposti nella galleria Lilith a Ravenna dal 23 settembre al 31 ottobre 2017.

Four Minutes comes from a reflection upon our perception of time. As we feel it as ephemeral, it is interesting to question ourselves on what happens inside of us when we stay consciously in it.

That’s why I asked to forty-eight people to do a real performing act, in order to put them in tight connection with themselves while abandoning an emotion they didn’t want anymore. During this process of liberation, emptiness is created inside the person. From a psychological point of view, it refers to the concept of death and therefore to the fear of not feeling anymore. Staying in it for some minutes, four, and accepting it, is Four Minute’s practice. In western society emptiness is felt as a lack, while in oriental is considered as a richness. In Taoism, in particular, it is considered as important as fullness. We usually fill our lives with “important” things to do in order not to feel the vacuum, thus not leaving space to the dimension of our emotions.

Abandoning a feeling to make space inside ourselves, to the real self and in order to take our time.

Participants showed themselves as they were, in their emotional nakedness and in the very moment of the picture turned down their self-image. They showed bravery towards their Ego.